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L’IMMEDIATEZZA DELLA
MATERIA
L’artista Liliana
Scocco Cilla, attraverso la sua arte, sempre raccontata con
consapevolezza ed incessante attività pittorica, adotta uno stile
molto originale e suggestivo. Ella, infatti, dipinge direttamente
sulla tela con le mani, senza l’uso del pennello o di altri mezzi, e
ci rivela una forma d’arte del tutto innovativa e particolarmente
piacevole. E’ pertanto una pittura inconfondibile, nata da una grande
passione e da un vero talento in cui si fondono una serie di elementi
emozionali, all’insegna di un’espressione singolare, intrisa di forza
comunicativa e di compiuta resa formale.
Si sviluppa così una
costruzione di notevole impatto visivo e ricercato equilibrio
concettuale che coinvolge fortemente l’osservatore, stupendolo di
continuo. Il bisogno profondo di sentire la materia fra le mani e la
necessità di elaborarla rappresenta per l’artista una dialettica ricca
di comunicazione e seducente bellezza, tanto da consentirle di
prendere immediatamente un linguaggio unico e pieno di corpo e
vitalità. E’ indubbiamente un’arte che sconfina dai soliti schemi
tradizionali e che testimonia una ricerca costante e interessante.
Un’eccellente manualità, una concretezza d’immagine ed una dominante
modulazione del colore stabiliscono, senza ombra di dubbio, una
maturità artistica rigorosa e significativa. Le opere intitolate
“Paesaggio fantastico”, “Verso il sole” e “Libertà”, vanno oltre la
sola abile rappresentazione strutturale cromatica: esse infatti
offrono al fruitore una lettura profonda, capace di rivelare attraenti
vibrazioni ed emozioni assolute. Con la tecnica dell’olio su tela, la
Scocco Cilla ci svela una compiuta stesura coloristica ed un preciso
aspetto formale, sottolineando una evidente e prorompente
progettualità. L’ accordo armonico del colore, sovrapposto sempre con
studio e impegno, scandisce un’identità cromatica di forte tendenza
artistica, dove la preparazione dei chiaroscuri caratterizzanti e
l’essenza del segno fuoriescono con palpitante vitalità.
La tematica
naturalistica, protagonista nell’opera, viene vissuta da parte
dell’artista con un personalissimo impianto d’avanguardia
costantemente impregnato di contenuti e sintesi espressiva.
Tra passato e presente,
tra poetica e contemporaneità, l’artista coniuga magistralmente un
espressionismo pittorico completo di una dinamica creativa
indubbiamente versatile e concreta.
M. Malì
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THE
IMMEDIACY OF MATTER
In
her art, always told with awareness and through unceasing painting
activity, artist Liliana Scocco Cilla adopts a very original and
evocative style. She paints directly onto the canvas, with her own
hands, without using a paintbrush or any other means, to reveal a form
of art which is totally innovative and particularly pleasant. Her
painting is thus unmistakeable, born from a great passion and a real
talent, blended with a series of emotional elements, to create a
unique expressive result, pervaded with communicative force and
accomplished formal rendition. It develops into a construction of
remarkable visual impact and refined conceptual balance, which greatly
involves and continuously amazes the observer. The deep need to feel
the matter in her hands ant the necessity to process it become for the
artist a dialectical exchange loaded with communicative power and
seducing beauty, allowing that very matter to immediately take on a
unique language, full of body and vitality. The works titled
“Paesaggio fantastico” (Fantastic landscape), “Verso il sole” (Towards
the sun) and “Libertà” (Freedom) go beyond the skilled representation
of chromatic structure: indeed, they offer the observer a deeper
insight, able to reveal attractive vibrations and absolute emotions.
With the oil on canvas technique, Liliana Scocco Cilla unveils an
accomplished application of colour and a decided formal appearance,
underlining a manifest and unbridled designing ability. The harmonious
combination of colours, always layered with care and diligence,
points to a chromatic identity of strong artistic tendency, in which
the preparation of defining light-and-shade effects and the essence of
the mark overflow with throbbing vitality.
The
natural theme, which indeed plays the leading role, is viewed by the
artist through an extremely personal avant-garde interpretation,
constantly filled with contents and expressive synthesis.
Swinging
between past and present, between poetry and contemporaneity, the
artist masterfully combines graphic expressionism with a creative
dynamism which is undoubtedly versatile and concrete.
M. Malì
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Dalla lezione di
Monet verso una Pittura Gestuale
Volendo stabilire
l’inizio della sensibilità moderna è necessario fare riferimento alla
pittura romantica inglese, quella di Constable e di Turner, che
costituirono chiaramente una prerogativa della pittura impressionista.
L’opera di Monet
“ Il Sole che si leva”, diventata poi il manifesto
dell’Impressionismo, vede in lontananza una piccola barca con due
figure che secondo la pittura romantica inglese, guarderebbero il
tramonto. Al pittore dunque interessa il paesaggio, e non gli importa
altro che solo ciò che vede e dipinge in quell’attimo con una rapidità
eccezionale, rubando quasi la luce del sole.
La pittura di
macchia, rapida, con tocchi di colore e con l’effetto di bozzetto
applicato a pittura finita è un’opera di Monet e se vogliamo, ancor
prima di Tiziano, che dipingeva senza un disegno preparatorio.
Pertanto si ha l’effetto di ciò che non è finito: ecco quindi il
significato di impressione che non è una lettura profonda e
definitiva.
Come i grandi
maestri impressionisti, Liliana Scocco Cilla è in grado di realizzare
le stesse immagini cariche di poesia, romanticismo e forza cromatica
adoperando le proprie mani, come una sorta di rifiuto verso i mezzi
strumentali delle spatole e dei pennelli.
Basti pensare che
lo stesso Monet , durante il suo splendido ritiro a Giverny, scriveva
:“Cerco di fare qualcosa che non ho ancora fatto: un fremito che la
mia pittura non ha ancora dato”….(siamo davanti all’opera” il Bacino
delle Ninfee” del 1899);
Lo studio delle
forme, dei colori che mutano nelle ore del giorno, dei riflessi
dell’acqua e dei fiori impegnavano Monet in una ricerca sempre più
profonda, quella ricerca della più nascosta e lieve vibrazione emotiva
e dei minuti pigmenti di colore che impressionavano la retina
dell’osservatore.
Così anche Liliana
Scocco elabora una ricerca interiore molto profonda che si riflette
come un gioco armonico sulla tela pronta ad accogliere nel suo vuoto
silenzioso la grande forza psicologica e di pensiero dell’Artista.
Ma a differenza dei
grandi maestri impressionisti, la pittura di Liliana diventa più
gestuale, proprio perché manca la fase strumentale, quella in cui il
pittore prende il pennello o la spatola e si porta verso la tavolozza
e in ultimo verso la tela.
È la pittura del
cuore, del getto e dell’impatto diretto con la materia, arrivando
senza modifiche sul foglio bianco.
Le impressioni (o
le sensazioni come le definiva Cèzanne) prendono corpo e diventano il
paesaggio dei sogni, il tramonto, “il sole che si leva” e la
regata di vele spiegate.
In queste piccole
barche non vi è la presenza dell’uomo, l’importanza è nello studio del
movimento della natura, dell’acqua e del vento.
La tavolozza
appartiene alla sfera solare, deriva quindi dalla luce; non esistono
tonalità scure ma solo colori puri. La ricerca di Liliana Scocco Cilla
non terminerà mai, ma anzi questo atteggiamento spontaneo e immediato
che assume davanti alla realtà, la porterà a creare di continuo in
modo irripetibile e ossessivo.
La forza di una sua
opera deriva dalle intensità delle emozioni, delle gioie e dei dolori,
per cui l’opera di Liliana Scocco rappresenta se stessa e i colori
rincorrono il suo pensiero.
Isabella
Convertino
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From Monet towards gestural painting
To set the beginning of
modern sensitivity we need to go back to English romantic painters as
Constable and Turner, who originated an outstanding feature of
impressionist painting.
Monet’s work Impression:
Sunrise,
which became the manifesto of Impressionism, shows a small boat in the
distance with two people who, according to English romantic painting,
are looking at the sun. The painter is interested primarily in the
landscape he is looking at, he paints with exceptional rapidity,
almost steeling the light of the sun.
Spot painting, quick, with
touches of colour and effect of the study applied to the finished work
is a feature of Monet’s work, and of the work of Titian before him,
who painted without a preliminary study. Thus the effect of something
that has non been finished, hence the concept of impression, which is
not a conclusive, deep interpretation.
Like the great masters of
Impressionism, Liliana Scocco Cilla is capable of creating the same
lyrical, romantic images, rich in chromatic force, using her bare
hands refusing the traditional tools of a painter, brushes and palette
knives.
Suffice in to think that
Monet himself, during his splendid retreat in Giverny, wrote: “I’m
trying to do something I’ve never done before, a frisson my work has
not yet provided”… (we are looking at his work Water-lily pond, 1899).
The study of shapes and
colours changing as the day goes by, the reflection of the water and
flowers are the result of a long research on the part of the artist,
the quest for the innermost emotional vibration and the minute
pigments that could expose the retina of the observer.
Likewise, Liliana Scocco
performs a deep inner research that is translated into a harmonious
game on the canvas that absorbs in its silent emptiness the great
psychological force of the artist.
But, unlike the great
impressionist artists, Liliana’ s painting becomes more gestural
because it lacks the instrumental phase where the painter takes the
paintbrush or the spatula and moves from the palette to the canvas.
This is painting from the
heart, straight off, with a direct impact on the matter that reaches
the white canvas without alterations.
The impressions (or
feelings, as Cezanne called them) take shape and turn into a dreamlike
landscape, the rising sun, the sunset and the unfurled sails of a
regatta.
There is no human presence
in these small boats, what matters is the study of how nature, water
and wind move. The palette belongs to the solar sphere, originates
from the light, there are no dark shadows, only pure colours. Liliana
Scocco Cilla’s quest will never end; this immediate, spontaneous
approach to reality will make her go on painting in a obsessive,
unique way.
The strength of her work
originates from the intensity of her feelings, her joy and her grief,
therefore Liliana Scocco’s work represents the artist herself and her
colours express her thoughts.
Isabella Convertino |
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IL TALISMANO DI LILIANA SCOCCO CILLA
Nell’eredità del
vento del sud, il talismano fatato di Paul Gauguin è passato
direttamente dalle mani inesperte dei Nabis francesi alle mani
ispirate di Liliana Scocco Cilla, eliminando colpi di spatola e tocchi
di pennello, disegni ornati e geometrici, canoni prospettici ed
esornativi.
Con la semplice
sovrapposizione dei colori, con l’immediato apporto dell’intuito, con
il pittorico istinto dell’estro, lei ottiene straordinari effetti di
prospettiva, di profondità e di movimento, negli strati di luce
diafana, nelle gocce di acqua rorida, nelle fiamme di fuoco acceso.
Nei suoi stupendi
impasti cromatici squillano il rosso rubino dei tramonti in riviera,
il verde smeraldo dei prati in fiore, il giallo topazio delle marine
di Ravenna, con piglio naturalistico, con fare spontaneo, con presa
dinamica, in un rilievo interiore ed in un chiaroscuro sui generis.
Liliana Scocco
Cilla parte dalla realtà effettuale di angoli paradisiaci, per
astrarne il senso segreto, lo spirito impalpabile, il tesoro nascosto
e trasferirlo sulla candida tela, passando dall’intimo scrigno del suo
subconscio e dissolvendolo in dolci visioni di un sogno estatico.
La cromoterapia è
la catarsi ideale, per purificare il suo animo agitato, commosso e
tormentato dalla routine quotidiana, dal malessere generale e
dall’inquinamento globale, che provocano in lei la ribellione alle
ingiustizie, il riscatto dal male e la vittoria del bene finale.
Le quattro stagioni
si alternano nei suoi mirabili dipinti, senza fiori del male, le
foglie morte, gli alberi storti: sradicati dalla furia degli elementi,
dall’incuria degli uomini e dall’ira degli dei, che dall’alto
dell’Olimpo dispensano luce ai pigmenti, grazia ai colori e poesia ai
suoi sogni onirici.
Gianni Latronico
(Critico d’Arte)
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LILIANA
SCOCCO CILLA’ S TALISMAN
In
the inheritance of the southern wind, Paul Gauguin’s fairy talisman
has directly passed from the inexperienced hands of French Nabis to
the inspired hands of Liliana Scocco Cilla, eliminating spatula hits
and pencil touches, adorned and geometric sketches, perspective and
ornamental canons.
With the simple overlap of colours, the immediate supply of intuition
and the pictorial instinct of fancy, she gets extraordinary
perspective, depth and movement effects, in the layers of diaphanous
light, in the drops of dewy water, in the flames of lighted fire.
In her stupendous, chromatic mix, there ring the red ruby of sunsets
on coasts, the green emerald of the lawns in flowers, the yellow topaz
of the harbors in Ravenna, with a naturalistic seize, a spontaneous
spirit, a dynamic hold, in an interior relief and in a chiaroscuro sui
generis.
Liliana Scocco Cilla departs from the effective reality of
paradisiacal angles, in order to abstract their secret sense, their
impalpable spirit, their hidden treasure and to transfer it on her
candid canvases, passing from the intimate casket of her subconscious
and dissolving it in sweet visions of an ecstatic dream.
Chromatic therapy is an ideal catharsis, in order to purify her mind:
shaken, touched and tormented by daily routine, general discomfort and
global pollution.
They provoke her rebellion to injustices, her ransom from evil and her
victory of final good.
The four seasons alternate themselves in her admirable pictures,
without any evil’s flowers, death’s leaves, crooked trees: eradicated
by the fury of elements, the carelessness of men and the anger of
gods, who distribute light to pigments, grace to colours and poetry to
her oneiric signs, from the top of Olympus.
Gianni Latronico |
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Come i fluidi che,
sulle mani di Liliana Scocco Cilla, seducono e stregano i colori,
trasmutano in segni, toni e tratti, ricreano fondali dell’esistente e
scenari dell’inesplorato, catturano ectoplasmi, guidano percezioni ed
automatismi, ricamano visioni e cerimoniali: poiché – e qui ritorno a
Novalis – “per fare esperimenti ci vuole genio naturale, cioè la
facoltà taumaturgica di colpire il significato della Natura e di agire
secondo il suo spirito”, e Liliana Scocco, di questo straordinario
carisma, da sempre è depositaria e dispensatrice; e poiché infine
(afferma ancora Novalis), “la Natura è una città magica pietrificata”,
e Liliana Scocco Cilla ci ha palesato di conoscerne ogni angolo e ogni
respiro: e di stringerne, fra le sue mani, le chiavi fatali e fatate.
Nuccio
Mula (Critico d’Arte) |
Like fluids that in the hands of Liliana Scocco Cilla seduce and
bewitch the colours, transfigure into marks, tones and traits,
recreate backdrops of the existing and scenarios of the unexplored,
capture ectoplasms, guide perceptions and automatisms, embroider
visions and ceremonials: because (in the word of Novalis) “to make
experimentations it takes natural genius, that is the thaumaturgical
ability to grasp the meaning of Nature and act according to its
spirit”, an extraordinary charisma of which Liliana Scocco is and has
always been a repository and a bestower ; and finally because (says
Novalis once again) “Nature is a petrified magical city”, a city of
which Liliana Scocco Cilla clearly knows each and every corner and
breath, of which indeed she holds the amazing and enchanted keys.
Nuccio Mula (Art
Critic) |
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Si distende, nelle opere di Liliana
Scocco Cilla, un canto cromatico continuo, alto, tanto che chi guarda
è attratto nelle profondità dei rossi violenti, in quelle strappate
urlanti di bianco, in quel giallo vibrante, che risuona lontano. Sono
colori che si muovono, il blu, dalle densità dei gorghi declina verso
chiarità che pure hanno riflessi accesi, nei quali riemergono qua e
là intonazioni cupe.
Sono colori che attraggono, chiamano
dentro, in una festa di luci che porta lontano dal presente, forse in
un mondo ideale, forse nella vigoria della giovinezza. Ecco allora
certi tramonti, che hanno il fuoco della forza, l’ardore della
sensualità, parlano anche di contemplazione, di solitudine abbandonata
nel silenzio. Si può palesare, inatteso, il sentimento della
nostalgia.
E’ sicuramente notevole, originale e da
sottolineare la sensibilità cromatica di questa artista, che sa
comporre paesaggi perfettamente leggibili avvalendosi solo della
tavolozza, senza il supporto del disegno. I suoi colori, sui quali
giova insistere, dalle fibrillazioni, dagli acuti, dalle stesure a
perdita d’occhio talvolta scivolano in grandi campiture, nelle quali
gli stessi si sfaldano, disfanno. E il tutto è sorretto dall’armonia
di un equilibrio compositivo che deriva da doti innate, oltre che
dallo studio.
Se dovessimo definire in una corrente i
dipinti di questa autrice dovremmo classificarli nell’ordine del
“figurativo”, ma siamo anche convinti che non sia corretto stabilire
per essi un’appartenenza, tale è la loro novità pur nel campo della
tradizione.
Paesaggi e ancora paesaggi sulle sue
tele. Ci si può soffermare su un mare, le cui onde si frangono e e
distendono in schiuma bianca. Procedendo verso l’orizzonte la sua
superficie diventa verde “come i pascoli dei monti”, direbbe
D’Annunzio, quindi là, in fondo, dove confina col cielo, si afferma
una strisciata bianca. E’ un mare vivo, ha il respiro delle emozioni.
C’è un dipinto, per restare nello stesso tema, che s’intitola
“Bagliori sul mare”. Esso è musica della tavolozza. Ogni cromia
clamorosa o scura che sia vola verso i massimi significati. E verrebbe
voglia di saltare nel cielo di quei colori.
Franco Rubinetti (Crito d’Arte) |
The paintings by
Liliana Scocco Cilla are permeated by a never-ending chromatic song
that sweeps us along to the depths of violent reds, loud whites,
vibrant yellows, all echoing from a distance.
These colours seem
to move. Blue emerges from dark depths to vivid clearness, never
loosing its strong glints, with a few dusky tones. These colours lure
us to a celebration of light that sweeps us away from the present, to
an ideal world, where we might find back the vigour of our youth. And
then the glory of sunset, their magnificence and strength, their
ardour that is almost sensual. They evoke contemplative moments,
solitude and silence. And then, unexpected, a feeling of nostalgia
overwhelms us.
The original
chromatic sensitivity of the artist deserves all our attention. She
is capable of creating perfectly readable landscapes by using only her
palette, without the support of sketches.
Her use of colour
also deserves to be further highlighted. Vibrant, acute colours
stretch unbounded, sometimes they seem to merge in the background,
fade and come apart. The whole is kept together by the harmonic
balance of the composition, which results from the artist’s innate
talent as well as from her studies. If we should define the artistic
trend of Scocco’s work, we could say her paintings belong to the
figurative current. However, we would rather avoid confining her work
to any current, for its innovative spirit is too strong, albeit
respectful of traditions.
Landscapes and then
more landscapes, this is Liliana Scocco’s work. We can look at the
sea, its ebbing and flowing of braking in white foam. Looking towards
the horizon, the surface of the sea turns green like the pasture lands
on the mountains, as the poet Gabriele D’Annunzio would say. And where
the sea meets the sky, the eyes lingers on a white streak. The sea is
alive, it breathes and feels. Along these lines, there is a painting
called “Bagliori sul mare” (Afterglow on the sea). It is pure music
emanating from the palette of the artist. Every colour, be it dark or
light, rises to the highest meanings. And you feel the longing to dive
into the colours of that sky.
Franco Ruinetti (Art Critic)) |
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Liliana
Scocco Cilla è l’interprete di una personalissima pittura, in cui lo
strumento di espressione principale non è il pennello, ma la mano.
Come un pianista
utilizza le dita per esprimere in musica il suo mondo interiore
rincorrendo i tasti sul pianoforte, così la pittrice si avvale delle
dita per plasmare il colore inseguendo i pensieri più reconditi e le
sensazioni più crepitanti.
L’artista, con una
pittura istintiva, quasi primordiale nella sua straordinaria purezza,
nella quale l’emozione prevale sulla ragione e il colore sulle forme,
genera l’immagine di un mondo traboccante di energia e di freschezza.
La tavolozza di
Liliana Scocco Cilla racchiude tutte le gamme di colore possibili e
impossibili: queste, presenti nella mente della pittrice, diventano
necessariamente reali sulla tela giacchè tavolozza e tela per la
Scocco coincidono, così come pennello e mano sono incorporati in
un’unica forza creativa.
L’artista accosta
con coraggio i diversi colori riproponendo sulla tela le molteplici
tonalità delle sue impressioni, così come vengono suggerite dalla sua
anima variopinta, tinteggiata costantemente da emozioni forti e
brillanti.
Nelle opere di
Liliana Scocco Cilla, le forme sono suggerite più che definite, poiché
la precisione dei dettagli soccombe di fronte allo sgorgare continuo
di una mente fervida e creativa. La mancanza di contorni nelle figure
e nei paesaggi allude al continuo mutare di un mondo che è immobile
solo nell’istante fotografico.
Ricordi di sapore
impressionista riecheggiano in opere che sembrano durare il tempo di
uno sguardo, di un’emozione: alla rabbia subentra la calma, al
temporale la bonaccia, all’alba il tramonto….in un percorso infinito
tra i labirinti dell’anima.
Serena Bonan
(Critico d’Arte) |
Liliana Scocco Cilla gives a most personal interpretation of the
painting art, where the mean of expression is the artist’s hand rather
than the traditional paintbrush. Like a pianist moves his fingers on
the keyboard to express his inner world through music, the artist uses
hers to model the colour on the canvas, following her innermost
thoughts and feelings.
Through her instinctive way of painting, so pure it is almost
elemental, where emotion prevails on reason, Liliana Scocco Cilla
creates a world overflowing with energy and freshness.
The palette of the artist includes every thinkable and unthinkable
gamut of colours. All the colours present in the mind of the artist
become real on the canvas, since for Liliana Scocco canvas and
palette are one and the same thing, just like her hand and its great
creative power is the same thing as a paintbrush.
The painter boldly combines colours, recreating on the canvas the
different hues of her inner impressions as they are bred by her
multicoloured feelings, characterised by strong, brilliant emotions.
In her works, the artist suggests her forms rather than outlining
them, since the precision of details succumbs to the continuous flow
from her lively, creative mind. The lack of contours of shapes and
landscapes hints at the ever-changing nature of the world, which can
be captured as an immobile entity only by a camera.
The reminders of impressionism emerge from works that seem to linger
only for the time of a look, an emotion: rage gives way to quietness,
storms to calm, dawn to sunset, in a never-ending journey through the
labyrinth of the human soul.
Serena Bonan (Art
Critic)
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Luminosita’ e Luce
“La
luminosità, la tenue luce emessa dalle varie fasi della giornata e
delle condizioni climatiche di cui l’Artista Liliana Scocco Cilla
fonde e palesa attraverso volontà che, apportano favorevoli attenzioni
al circostante prettamente naturalistico, in relazione alle evoluzioni
in ombra che simboleggiano iconograficamente i contesti figurativi
comuni alla apparenza e al divulgar dell’emozione: sono le prime
coordinate lineari capaci di rendere unico il dipinto di questa grande
Artista.
Nell’espletare la
propria Arte, la pittrice Liliana Scocco Cilla, si pone e desidera
immettere tutta Se Stessa alla vitale intima condizione emotiva dove,
il paesaggio riveste la vera assenza dalla quale l’Artista conferma a
seguito dell’appressamento del colore mediante l’uso delle dita, il
dipinto creato da Liliana Scocco Cilla, proietta la vivacità delle
tinte in unione del soggetto che esaudisce liberamente ogni priorità
intrinseca condizione simbolica con cui l’Artista Liliana Scocco Cilla
assume e propone al dettato figurativo la realizzazione dell’immagine,
il pittoresco modello imitativo della realtà a conferma di ciò che è
maggiormente entusiasmante per Liliana.
Il tessuto
cromatico con cui Liliana Scocco Cilla palesa e concepisce l’identità
al mutamento gradevole del tempo, pone in attenta visione la misura
realistica a seguito della quale, l’oggetto è colmo di evidenti ed
appaganti sensi illusori, propri di una linea che consolida e rende
attendibile il percorso capace di render visibile il compatto e
nebuloso suo paesaggio al risveglio di una preziosa aurora, consona a
risvegliare il tiepidio dell’aria in un magico contatto con la rivalsa
di una nuova giornata. Così il paesaggio della pittrice Liliana Scocco
Cilla congloba l’ essenza fruitrice di candide e luminose visioni,
taciti e colorati spazi che nell’immediatezza della sintesi evocano
l’abbandono al rilassante momento di solitudine e dal quale si rende
assai simbolica la comparsa del sole o della luna, nel fermento del
colore e del decoro il bello rimane incluso in tratti e ambiti angoli
“Celestiali”.
Pertanto il
contenuto iconografico dell’Opera Pittorica realizzata dalla pittrice
Liliana Scocco Cilla imprime nella memoria il prezioso e per tanti
perso traguardo naturalistico, le vele poste al centro del dipinto
creano l’appagante sensazione di un desiderio ancora da realizzare, il
calar della sera sul rosso tramonto denso di importanti tonalismi e
vibranti sussulti poetici donano la varietà e l’eleganza al tratto e
nutrono la mimesi di efficaci e nobili momenti magicamente vissuti”.
Flavio De Gregorio
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Luminosity
and light
The
first linear coordinates that make the painting by Liliana Scocco
Cilla unique are to be found in its luminosity, the soft light of the
different moments of day and season that this great artist blends and
expresses throught her own will, improving the natural context with
the evolution of shadows that stands for the figurative backgrounds of
appearance and feelings.
In expressing her Art, the painter Liliana Scocco Cilla gives voice to
all her innermost feelings, whose essence is the landscape itself, as
proven by the technique chosen by the artist to paint with her
fingers, devoting her style to consonant chromatic modulation.
With this systematic attention, the work created by Liliana Scocco
Cilla projects the liveliness of colours in perfect harmony with the
subject, which responds to all priority symbolic conditions adopted by
Liliana Scocco Cilla, and proposes the realization of the image to the
figurative style, the pictoresque imitation of reality, as a proof of
what the artist finds most inspiring.
The chromatic fabric with which Liliana Scocco Cilla expresses the
affinity to the pleasurable change of weather focuses on the realistic
component, thus the object is rich in manifest and fulfilling illusory
sensations, which belong to a line that consolidates and corroborates
the process that gives visibility to the compact and nebulous
landscape at the awakening of a precious dawn, apt at reawakening the
warmth of the air at the magical contact with the beginning of a new
day. Therefore, the landscape painted by Liliana Scocco cilla
incorporates the essence of candid and bright visions with silent and
colourful spaces, which, in the immediacy of the synthesis, evoke the
abandon to a relaxing moment of solitude, which includes the symbolic
appearance of the sun or the moon, in the ferment of the colour and
the ornament, where beauty is comprised in lines and coveted
“celestial” spots.
Therefore, the iconographic content of the Work by Liliana Scocco
Cilla engraves on the memory the precious, and often long lost,
naturalistic goal. The sails at the centre of the painting create the
fulfilling feeling of a wish that will come true, the oncoming nigth
on the red sunset, rich in important hues and vibrant poetic tremor,
endows variety and elegance to the trait and nourish the memory of
lasting and noble moments lived with magic.
Flavio De Gregorio |
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Affermava
Nolde, uno dei maggiori paesaggisti del Novecento “Dipingendo avrei
voluto che i colori tramite me come pittore, si sviluppassero sulla
tela con la medesima conseguenza con cui la natura stessa crea le sue
figure…”. Qualcosa di simile ritorna nell’opera di Liliana Scocco, che
dipinge di getto, istintivamente, modulando il colore steso con le
mani direttamente sulla tela.
Un’operazione
creativa che collega le forme della natura con il sentire o il
sentirsi dentro, una sorta di empatia nella quale la rappresentazione
non è più mimetica, ma piuttosto soggettivistica e creativa.
Nell’opera di
Liliana, segnata da forme che ora guardano a modelli di derivazione
impressionistica ora acquistano più violenza gestuale, il colore e la
luce sono un alfabeto attraverso cui si svela il ricco mondo interiore
dell’autrice. Un colore steso per sovrapposizioni, carico di
vibrazioni, di accordi, di toni, ora vaporoso, ora intenso, ma sempre
intriso di luce.
E’ infine questa
luce che dilata lo spazio oltre l’orizzonte, al di là del visibile,
che ci dà la chiave per capire l’opera di Liliana, pittrice
autodidatta, spinta verso l’arte da quella necessità e bisogno di
esprimere le proprie emozioni, che è bisogno universale e nello stesso
tempo intimo e privato di comunicare e che con le sue “emozioni” ci
trasmette alla fine il senso di un’ interiore e armonica fusione fra
uomo-natura-cosmo.
Franca Fossi
(Docente di Storia dell’Arte)
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Nolde, one of the greatest landscapist of the 20th
century, once said: “When painting, i would have liked that colours,
through me as a painter, developed on then canvas quite in the same
way as nature creates its figures…”. Something similar applies also
to the work of Liliana Scocco, who indeed paints on an impulse,
instinctively, modulating the colour spread with her hands directly
onto the canvas.
A creative exercise, which links the forms of
nature with the ability to feel or feel part of, a sort of empathy in
which, representation is no longer mimetic but rather subjectivistic
and creative.
In Liliana’s work – with its forms leaning towards
impressionistic-inspired models at times while acquiring more gestural
vibrancy at others – colours and light are the alphabet through which
the artist unveils her rich interior world. Colours which are spread
layer upon layer, loaded with vibrations, with a medley of tones,
sometimes airy, sometimes intense, always imbued with light.
And it is precisely that light which stretches
space beyond the horizon, beyond the visible, that gives us the key to
understand the work of Liliana – a self- taught painter, drawn to art
by that need to express one’s emotions which is at once a universal
and personal need to communicate – and that with its ability to stir
“emotions” eventually conveys the feeling of an interior harmonious
fusion between man. Nature and the universe.
Franca Fossi (Teacher of Art History)
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Il Paesaggio
Istintivo e Interiore di una personalità artistica
L’Artista pensa,
sogna e trasmette tutte le sue emozioni su una tela completamente
vuota, specchio delle sole sensazioni del momento con il semplice
ausilio delle mani.
Può sembrarci
un’impresa ardua ma è realtà: Liliana Scocco Cilla appartiene alla
sfera dei pittori impressionisti moderni con un qualcosa in più,
appunto la trasmissione del suo pensiero che passa direttamente nelle
sue mani , costruttrici di immagini.
La lettura delle
opere pittoriche mette in risalto una forza creativa eccezionale, una
realtà poetica naturalistica in piena armonia con l’espressione
emotiva.
È l’unica
Artista al mondo che opera in questo modo così atipico e complicato.
A mani nude è in
grado di mettere in evidenza il calore, la luce, l’emozione e la
qualità dell’essere Artista in quel dato momento.
Si tratta di una
pittura materica nella quale, le sue mani diventano spatole, pennelli
e la sua tavolozza risplende di colori luminosi e accesi dalla gioia
interiore di colei che sa cogliere la bellezza del creato e della
natura.
Noto in alcune
opere la rappresentazione di “Vele all’alba”, a mio avviso sono vele
quasi scultoree, con tanto di basamento e di equilibrio di peso, che
viaggiano riflesse nell’acqua.
Liliana Scocco
Cilla più che un’artista diviene un fenomeno nella storia della
pittura contemporanea; nella descrizione grafica non trascura nulla,
le sue mani disegnano esattamente il paesaggio come avrebbe fatto
Monet o Renoir, un paesaggio poetico, nel quale prevale il sogno di
essere trasportato inconsciamente verso una nuova sfera esistenziale.
Quindi la
pittura è un momento di evasione per descrivere e per far conoscere al
mondo intero di chi osserva le bellezze della natura attraverso il
romanticismo dei colori dettati dall’anima.
Notiamo una
limpida luce, il tramonto, le cromie calde della primavera e
dell’estate; tutto ciò, non è cercato ma è voluto soltanto attraverso
una ricerca scientifica, interiormente descritta con colori puri gli
stessi adoperati dai grandi maestri del passato.
Liliana Scocco
Cilla non ha bisogno di copiare, in quanto sua fonte di ispirazione è
l’interiorità, il sogno, l’emozione; e con la forza gioiosa si
proietta a rappresentare tutto e tanto, e trasportando solo con le
mani i pigmenti è in grado di conferire tranquillità allo sguardo di
chi osserva.
Pertanto le è
stato assegnato un diploma con medaglia d’oro in occasione della
mostra tenutasi presso la Galleria d’Arte Modigliani dove ha ricevuto
numerosi applausi e successo di pubblico.
Scultore Romano
Pelati
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The instinctive and inner landscape of an artist.
The artist tk but it is exactly what Liliana Scocco
Cilla does in her works. She belonhinks, dreams and translates all her
emotions on an empty canvas, the mirror of her immediate feelings,
using only her hands. This might look as a difficult tasgs to the
modern impressionist trend, with an extra feature, the direct use of
her hands to create images that turn her feelings into paintings. Her
work is marked by exceptional creative force and shows perfect harmony
between the naturalistic poetic reality and the expression of the
artist’s emotions. Liliana Scocco is the only painter in the world to
use this unusual and complicated technique.
With her bare hands she emphasises the warmth, the
light, the emotion and the quality of being an artist in a given
moment.
She uses her hands as a paintbrushes and palette
knives to paint with bright colours, shining with her inner joy in
capturing the beauty of nature and the world.
In the painting Sails at Dawn the sails are
as clear cut as sculptures moving on the water, with a base and a
balance of weight.
Liliana Scocco Cilla is more than an artist; she is
a living wonder in the history of contemporary painting. Her graphical
description is extremely accurate: her hands draw the landscape with
precision, like Monet or Renoir. Her landscapes are poetic, dominated
by the dream of being taken to a new existential sphere.
Painting is a moment of escapism, a moment to let
the world see the beauty of nature through the romanticism of the
colours, originating from the soul.
We look at a limpid light, sunset, the warm colours
of spring and summer. All this is the result of scientific research
described with pure colours, the same colours used by the great
painters of the past.
Liliana Scocco Cilla does not need to copy
anything, since her source of inspiration are her innermost thoughts,
her dreams, her emotions. She uses her joyful strength to translate it
all into her work. Using her hands to work with the colours, she
permeates her work with a sense of peace clearly perceived by the
observer. For all her talent, the artist was awarded a golden medal at
the exhibition organised at the Art Gallery Modigliani, where her work
met with great success.
Romano Pelati
Sculptor
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L’IMMEDIATEZZA DELLA MATERIA
“Liliana oltrepassa
i confini spaziali della tela, va oltre l’uso altrimenti freddo del
pennello, per giungere ad una tecnica fisica, tattile, fortemente
sensuale.
L’artista infatti
preferisce impastare i colori con le sue mani, sentirne la densità,
forse persino intuirne la freddezza o al contrario il calore che essi
emanano, in una parola avere un contatto diretto e spontaneo per farsi
condurre da essi nella realizzazione delle sue opere.
Il risultato è di
notevole spessore artistico, originale, giammai banale. Nei suoi
dipinti infatti l’artista racconta i suoi sogni di bellezza e di
libertà, con le sue barche dalle vele spiegate al vento.
Tutto è sorgente
d’ispirazione, attraverso la fantasia e l’estro creativo, che certo
non mancano all’artista.
Liliana Scocco ci
conduce verso orizzonti spaziosi, ariosi, colmi di luce e calore,
cosicché l’osservatore contempla le sue opere con genuino stupore”
Dott. Nadine Giove
Critico d’arte
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THE IMMEDIACY OF MATTER
Liliana goes beyond the spatial boundaries of the canvas, beyond the
use otherwise cold of a paintbrush, to develop a physical, tactile,
highly sensual technique.
Indeed, the artist prefers to mix the colours with her own hands, to
feel their texture, perhaps even perceive their coldness or, on the
contrary, their warmth: in a nutshell, to establish with them a direct
and spontaneous contact and let them lead her in the realisation of
her works.
The result is of a remarkable artistic depth, original, never trite.
Indeed, in her paintings, the artist tells us of her dreams of beauty
and freedom, with her boats, sails unfurled in the wind.
Everything is a source of inspiration, through imagination and
creativity, which the artist certainly does not lack.
Liliana Scocco leads us towards wide and airy horizons, full of light
and warmth, compelling the observer to contemplate her works in
genuine amazement.
Dott. Nadine Giove Art Critic
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L’IMMEDIATEZZA DELLA MATERIA
Liliana Scocco
Cilla descrive un mondo luminoso e colorato, abbacinato di riflessi e
sfumature, composto per disfacimenti di toni e demarcazioni, un mondo
fluttuante sui riverberi e inflessioni di luce. Ed è un’insieme
delicato e leggero, fragile pur nell’accensione vivida degli impasti
cromatici, pur nell’esplodere esuberante delle forme, nel ricadere
rutilante delle profondità.
Sarà la mancanza di
qualsivoglia rigidità, la tenuità di qualsiasi contorno, l’incertezza
di ogni confine, ma sembra sempre di tenere sulla tela un’impressione.
Un tocco e svanisce.
Francesco Giulio
Farachi
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THE IMMEDIACY OF MATTER
Liliana Scocco Cilla portrays a bright and colourful world,
irradiated by a range of undertones and nuances, composed through the
breaking of tones and boundaries, a world that fluctuates over the
reflections and modulations of light. It is a delicate and light
ensemble, fragile even, despite the vivid brilliance of its colour
mixtures, the exuberant explosion of its forms, the dazzling swirling
of its depths.
It might be the complete absence of any kind of rigidity, the
faintness of outlines, the uncertainty of all boundaries, but one
invariably gets the feeling that all the canvas holds is an
impression.
A touch and it will vanish.
Francesco Giulio
Farachi
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L’incontro
Ognuno di noi ha, nella propria esistenza, incontri
banali ed altri privilegiati.
Liliana Scocco
Cilla ne ha avuto uno particolare che oggi, nella sua serenità
squisita, ci comunica: ha incontrato l’arte.
Scaturisce
dentro la profondità dell’animo l’esigenza di esprimere se stessi; i
Greci dicevano che “la pittura è poesia silenziosa e la poesia è
pittura che parla” (Simonie).
Liliana ha
celato a lungo il suo dire per naturale riserbo, ma oggi ha scelto di
esternarsi e mostrare il parlare dei suoi colori, delle linee,
dell’esplodere di un canto. Le sue parole sono immediate, dirette.
Il suo narrare
per colori scaturisce dal non avere amato il pennello, escluso dalla
tavolozza, dove le mani hanno voluto impastare ed esprimere il suo
linguaggio del tutto unico.
Le sue marine
sono presenti a volte come grandi virgole o, addirittura, come punti
esclamativi, mari sconosciuti ma vissuti nell’animo, come i tramonti
che sembrano affermare che la notte non può venire e per questo sono
poesie dei riflessi.
In una prima
fase Liliana ha dato la misura della sua potenzialità creativa, poi,
di anno in anno, come un subacqueo che emerga portando alla luce
coralli proibiti, ha lasciato che trovasse accenti forti e risoluti:
quelle linee vibranti, scaturite dalle mani senza un disegno
precostituito, sono sature anche di malinconia: esprimono, tuttavia,
una grande forza.
Liliana si è
imposta con dolcezza, ma sicura del proprio cammino.
Non c’è in
questo dipingere un’aggressività repressa, ma la rielaborazione forse
inconscia di un mondo già vissuto, capitalizzato, nella propria
incipiente adolescenza, nella propria terra, Pola, nell’Istria ormai
perduta.
Se l’acqua
appare un soggetto prediletto, “regata sul lago”, con le sue barche a
vele spiegate su onde non irruenti, ma consapevoli della ricchezza dei
colori, è immagine di vita, che dal subcosciente emerge in un
caleidoscopio coraggioso che ritrova la realtà dell’immaginazione.
E’ una dote rara
il mantenere in equilibrio immagini, sensazioni, poesia.
La critica
specializzata troverà ogni giorno suggestioni o suggerimenti che
vengono dalla Grande storia europea della pittura; ed è il loro
compito il farlo, anche se sembra sfuggire ad ogni catalogazione.
Chi guarda
riflette – spettatore non inconscio ma attento – intuisce questa
originalità “primitiva” che ogni dipinto impone.
Quei colori
luminosi che non hanno timore dei bruni e anche dei neri non si
intrecciano mai in una sorte di ribellione, perché le mani ed il cuore
di Liliana hanno già accolto in se stessi la ricchezza dell’incontro
con l’arte, che non può essere conflitto.
Da dolori
lontani è nata di giorno in giorno la trasformazione del soffrire, la
delicata gioia del dire, dell’essere presente con piccole dosi di
felicità. E partecipare a questo è un avvenimento che non può lasciare
indifferenti.
La tavolozza
nuda, tempesta di luci e di colori, con mano sapiente e certa, ha
trovato un’artefice che ha convertito la materialità in una profonda
ricerca dello spirito.
Tutto con le sue
mani di donna, senza alcuna superbia, senza sapere di essere unica.
Questa continua
ricerca di Liliana Scocco Cilla, così vitale, cerca stille d’infinito
e ce le regala.
Paul Valere
scriveva che “il pittore non deve dipingere quello che vede ma quello
che vedrà”.
Forse per questo
Liliana Scocco Cilla apre la sua creatività al domani, con quelle albe
dai colori infuocati in attesa del giorno che è già in lei.
Franca
d’Amico Sinatti
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The
encounter
Everybody has banal encounters and
privileged encounters in their lives.
Liliana Scocco Cilla had special encounter and
today she tells us about it with her exquisite serenity: her encounter
with art.
The need to express ourselves streams out of the
depths of our souls; ancient Greeks used to say that “painting is
silent poetry and poetry is the voice of painting (Simonie).
Liliana chose to hide her voice for a long time out
of her natural modesty, but today she has decided to express herself
and to speak of her colours, her lines, the explosion of a song. Her
words are spontaneous, direct. The story she tells with her colours
comes directly from her fingers, without the mediation of paintbrushes
and palette. Her hands mould and express her unique language.
Her marines sometimes look as big commas or big
exclamation points.
Unknown seas that are alive in her soul, like
sunsets that seem to say that the night will never fall and are
therefore poems of the reflections.
In the first phase of her artistic work, Liliana
showed her potential creativity, then, year after year, like a scuba
diver emerging from the water with hands full of forbidden corals, she
let her work find its unusual accents, those vibrant lines that come
directly from her hands, without a pre-drawn sketch, are full of
melancholy but, at the same time, they express a great strength.
Liliana imposed her work with delicacy and
firmness, certain of the path she was following. Her paintings do not
hide any pent up aggressiveness, they are rather the result of the
unaware processing of a world that has already been experienced, in
the artist’s incipient adolescence, in her homeland, Pola, in
the Istria region that is now lost.
If water is a favourite theme of her artist’s, her
painting “Sailing race on the lake”, with the boats with unfurled
sails on non impetuous waters but rather aware of the richness of
colours, is an image of life, which emerges from the artist’s
subconscious in a brave kaleidoscope that finds reality in
imagination.
Maintaining the balance between images, feelings
and poetry is a rare gift. Specialised art critics will always find
suggestions coming from the great European history of painting, this
is their task, but Liliana’s work seems to escape any classification.
Looking at her paintings – with an attentive rather
than unaware look – you sense this primitive originality emerging from
each painting.
Those bright colours that do not fear dark hues or
even black, do not intertwine in some sort of rebellion, because
Liliana’ s hands and heart have already enshrined the richness of the
encounter with art, which cannot be turned into a clash.
Day after day past sufferance has benne transformed
into the delicate joy of expression, of being there with small amounts
of happiness. Talking part in all this is an experience that cannot
leave you cold.
The naked palette, a tempest of lights and colours,
used with experienced hands, has found an artist that turned
materiality in a deep quest of the spirit.
All is done with the artist’s hands, without any
arrogance, without even noticing that she is unique.
Liliana Scocco Cilla’s never-ending search, so
vital, let her find drops of infinity and she gives them to us as a
gift.
Paul Valèry wrote that “the painter should not
paint what he sees but rather what shall be seen”.
Maybe this is the reason why Liliana Scocco Cilla
opens her creativity to tomorrow, with inflamed dawns waiting for the
day she already has inside of her.
Franca d’Amico Sinatti |
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Oltre i confini del
colore sensibile
Del mio primo
incontro con l'opera di Liliana Scocco Cilla ricordo soprattutto
quella sensazione di infantile stupore che si prova davanti a una
manifestazione estetica che, per la sua immediatezza, ti obbliga ad
accantonare per un attimo ogni riferimento culturale e a far saltare
le tradizionali coordinate interpretative con le quali i critici sono
soliti "incasellare" qualsiasi fenomeno artistico. Queste opere
possiedono piuttosto la forza di trascinare chi le osserva dentro
un'esperienza visiva che tocca da vicino la sfera irrazionale,
emozionale, pur essendo dipinti di una straordinaria concretezza. Del
resto è la stessa formazione autodidatta dell'artista, dettata da una
semplice ma inevitabile necessità di dipingere, a darci la misura di
quanto l'inserimento forzato di una personalità come Liliana in un
certo filone artistico sia operazione semplicistica oltreché
fuorviante. Certamente un retroterra più o meno consapevole esiste ed
è evidente, e lo possiamo individuare, dal punto di vista della
poetica, nelle soluzioni drammatiche e vorticose di J.M. William
Turner, dove certi paesaggi gonfi di umidità e sferzati di luce
sfolgorante ci propongono una natura in grado di esprimere sempre le
emozioni umane. Oppure, ma più nell'ottica della resa del fare
pittorico, negli schietti e rapidi colpi di colore di Claude Monet,
che tuttavia dipinge per restituirci, scomposto e ricomposto
dall'artista, un mondo tutto esteriore, al contrario di Liliana Scocco
Cilla che ci propone sempre vedute mentali.
Pur non
sottovalutando queste suggestioni culturali è però necessario
sottolineare come l'unico principio ispiratore, l'unico grande Maestro
sottinteso di queste raffigurazioni, sia la vita. La vita intesa come
vicenda umana di cui niente è lasciato per strada, ma tutto è
trattenuto e sedimentato; la vita come segno multiforme lasciato
nell'anima dalla memoria; la vita come gioia, speranza, slancio
vitale, oppure come dolore, disillusione. Le opere di Liliana non
devono essere lette, ma sentite. Ella stessa, nello
scegliere la tecnica della pittura diretta coi polpastrelli, esprime
l'esigenza di sentire il magma cromatico per meglio ammaestrarlo alla
sua espressività. Le sue dita istintive e sapienti si comportano così
come il pennino di un sismografo pronto a registrare in presa diretta
gli scarti emozionali dell'artista nel breve momento dell'incontro tra
flussi di memoria, amore per la vita e pulsione creativa. Nelle sue
marine, da quelle più assolate e pacate a quelle più profonde e
turbolente, si alternano ora ombre minacciose che tradiscono
l'angoscia di fronte all'ineluttabilità delle miserie umane, ora
improvvise accensioni cromatiche e lo spalancarsi di vastità
atmosferiche rivelatrici dell'innata fiducia che l'artista ripone nel
mistero generatore dell'elemento naturale, santuario di serenità e
speranza. Probabilmente una delle più interessanti chiavi di lettura
possibili sta proprio qui, nell'intimo rapporto tra l'artista e il
divino. Si avverte nelle tele di Liliana una forza invisibile che
agisce da fuori e mette in moto una serie di fenomeni naturali che
l'artista registra con stupore e gratitudine. E' necessario così non
fermarsi alla contemplazione del dato sensibile per arrivare
all'essenza di queste splendide immagini, non limitarsi a cogliere
quell'irresistibile lato sensuale che questa pittura così materica e
ricca di accensioni drammatiche trasmette sin dal primo sguardo, ma
chiedersi perché quelle fitte schiere di vele sono tutte piegate verso
un'orizzonte che sta al di là, e da che cosa sono sospinte.
Forse è proprio ciò che non si vede, cioè l'aria, la vera protagonista
di questi paesaggi. L'aria, che ora cala pacifica inondando tutto di
atmosfere stagnanti, ora si innalza in burrasche improvvise, oppure si
mette disperatamente in moto verso un punto apparentemente
irraggiungibile, non può che essere l'interprete designata del forte
desiderio di trascendenza che risiede nell'anima della sua autrice.
Diego Galizzi
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Beyond
the boundaries of sensitive color
My first encounter with the work by Liliana Scocco Cilla left me with
the child-like amazement that overcomes me every time I find myself in
front of a superb display of aesthetic skills. Its immediate effect
makes you abandon any cultural reference and all the traditional
interpretation criteria that critics use to label every phenomenon.
This work takes the observer to a new vusual experience bordering on
the irrational, the emotional, in spite of its extraordinary
concreteness.
The self-taught education of the artists, imposed by her simple and
inevitable need to paint, shows how wrong it would be to try and force
Liliana’s work into a defined artistic trend.
Obiously, the artist does have her own background, of which she is
more or less aware. From the poetic point of view, it can be
identified in the dramatic and swirling works by J.M. WilliamTurner,
where some landscapes bulging with humidity and lashed by a dazzling
light present a nature that is always capable of expressing human
emotions. Or, more from the point of view of the pictorial output, the
swift, genuine strokes of colour by Claude Monet, who however paints
to decostruct and reconstruct a world which is mainly exterior,
whereas Liliana Scocco Cilla prefers mental views.
While bearing in mind these cultural suggestion, we have to stress
that the only inspiring principle, the only great Master undelying
these representations, is life itself. Life seen as human adventure
that leaves nothing behind, takes everything there is to be taken and
uses it. Life as the multiform trace memory leaves in the human soul;
life as joy, hope, vital impulse, or as pain, disappointment.
Liliana’s works cannot be read, there have to be felt.
Choosing to paint with her fingers, the artist expresses her need to
feel the chromatic magma in order to subject it to her own
expressivity. Her instinctive and expert fingers as the needle of a
sesmograph, ready to register in real time the emotional jolts of the
artist in the short moment when memories, love of life and creative
drive meet.
Her marines, from the sunniest and most quiet to the darkest and
deepest, are characterised by thealternation of portentous shades that
barely hide the anguish of the artist for the ineluctability of human
misery and sudden vivid colours and opening up of immense space that
reveal the artist’s inborn confidence in the mystery generating the
natural element, sanctuary of hope and hinner peace.
Probably one of the most interesting interpretation keys is to be
found in the close relation between the artist and the divine.
Liliana’s paintings are permeated by an invisible force that works
from the outside and triggers a series of natural phenomena registered
by the artist with amazement and gratitude. Therefore, we have to look
beyond the sensitive element, the irresistible sensual side that this
painting so matter-oriented and rich of dramatic impulse conveys at
the very first glance, but rather wonder why those full arrays of
sails are all bent towards the horizon beyond, and what drives
them. Maybe it is this invisible element, the wind, the real
protagonist of these landscapes.
The wind that sometimes blows peacefully, permeating everything with a
stagnating atmosphere and sometimes surges in unheralded storms, or
starts moving towards a destination that is apparently unreachable.
This wind is the designated interpreter of the stong desire for
transcendence that lives in the soul of the artist.
Diego Galizzi
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LA VELA E’ IL MIO
SEGNO
Frequentavo la
scuola media a Marina di Ravenna, avevo circa 14 anni, ricordo che su
un normale foglio da disegno Fabriano col solo colore tirai fuori un
vulcano, il fumo che si raccoglieva in una nuvola densa, un poco
scomposta, e tutt’attorno il mare, un grande mare.
Mi affascina la
natura, mi faccio prendere, negli spazi della natura mi perdo, vivo
con essa un rapporto affascinante, vivificante. La natura ha in sé
tutta la poesia del mondo, la natura invoglia a vivere, mi è difficile
altrimenti gestire tutte le contraddizioni di noi esseri umani.
Gli spazi aperti, i
cieli e le distese marine, sono due elementi naturali in cui riesco a
liberarmi, a ritrovare la mia libertà. In essi infatti posso spaziare,
andare oltre, abbattere i confini di un mondo sensibile spesso
tormentato. Le mie vele sono spinte da questo desiderio di andare
oltre. La vela, in un certo senso, è il mio segno! Eppure non si può
prescindere dalla vita, che si ripropone con i suoi dolori, i suoi
tormenti, la vita fa parte di questa immensa natura che amo
rappresentare nelle mie tele. Ma non voglio trasmettere dolore. Vorrei
al contrario offrire qualche spicciolo di felicità.
Per me dipingere è
dare sfogo ai miei desideri, è un'esigenza di buttar colore, che poi
addomestico con la punta delle dita, lo muovo, lo trascino, lo
raggrumo. A quel punto il colore si fa forma, l'idea che poteva
sembrare assente emerge. Capita a volte che mi fermi a pensare, è
inevitabile, mi passa davanti agli occhi la tragedia umana, eppure so
che non bisogna farsi travolgere. Anche la fede ha un ruolo il ciò che
esprimo, la fede è apertura, e l'artista credo debba interpretare
questa apertura, questa disponibilità a capire e a guardare la realtà
con disponibilità d'animo.
A chi mi chiede
cosa sia per me l’arte rispondo che l’arte è amore, l’amore è vita,
l’arte è vita.
(dall’intervista
all’artista di Vittoriani….)
“Dicono che è certa
solo la storia,
di altre certezze
non se ne parla.
Oggi incontrerò il
sole
che va e viene
regolarmente.
Non gli chiederò la
sua storia”.
Virgilio Guidi
Liliana Scocco
Cilla dipinge con l’anima e con le mani: un connubio strettissimo,
questo, che non solo rende originale la sua arte, ma spiega la
natura della sua gestualità creativa.
La sua pittura
trova feconda genesi nel profondo della sua sensibilità, che ama
definire con immediatezza l’emozioni e i sentimenti, modellandoli
nella pastosità delle cromie attraverso il contatto corporeo con
tele e colori, fra levigate stesure e materiche sintesi.
Percezioni,
immagini, sensazioni divengono forme e colori nel duttile linguaggio
di una creatività “in fieri”, mai precostituita o asservita a mero
esercizio di illustrazione, attenta invece a dare delle realtà
fenomeniche, oniriche, interiori, delle interpretazioni significanti
e fascinose, con un taglio compositivo ai confini della figurazione,
spinto talora nei territori dell’astrazione.
Seguendo la voce
dell’anima, gli echi del cuore, le evocazioni della memoria,
l’emozione del vissuto, Liliana Scocco Cilla inneggia con le sue
opere alla natura e alle sue magnificenze, si pone in comunione con
arcani messaggi che provengono dalle ampiezze celesti e marine,
riscopre il sapore di una libertà agognata dell’umanità
contemporanea.
Ricrea le
immagini pittoriche in atmosfere cromatiche intense, spesso pervase
da una luce che dona loro energia, ritmo, vitalità, modellando
estrose morfologie, sintesi di esperienze interiorizzate e felici
voli della fantasia.
V.Cracas
La vibrante materia pittorica di
Liliana Scocco Cilla sembra affondare le sue radici nella ricerca
espressionista europea della seconda metà del secolo scorso; ma, a
differenza dei maestri che la hanno preceduta, l’autrice non parte
da uno schizzo preparatorio, né fa uso di pennelli o spatole. La sua
procedura è rara, in quanto le sue opere nascono dalle sue stesse
mani, che abili e decise si immergono nel pigmento, e quindi si
applicano sul supporto, creando spazi, profondità, prospettive,
ombre e luci, in un gioco sapiente di toni e controtoni.
Questo contatto
fisico con la materia cromatica trasmette emozioni e conferisce
spiritualità a queste sperimentazioni visuali, dove gli spessori
materici e le trame segniche evocano forme magiche e metafore
paesaggistiche, seguendo lo stimolo dell’ispirazione fiabesca che
appartiene all’interiorità dell’autrice.
Se
l’espressionismo sognante di Liliana Scocco Cilla guarda da un lato
alla figurazione, che nelle sue mani assume la forma animata di
mondi silenziosi e utopicamente edenici, d’altro canto le sue
suadenti cascate di colore sono anche figlie dell’informale, al
quale l’artista sembra aderire, quanto meno nella libera gestualità
istintuale che la caratterizza, e nella sua capacità di trasporre in
visione una soggettiva ricognizione dell’indicibile.
Così, la pur
evidente allusività paesaggistica non decade mai nella retorica del
dettaglio, stabilendo invece un punto di arrivo nel gioco delle
parti tra il riconoscibile e la non forma, che prende sostanza nei
ritmi cromatici e nelle armonie tonali.
Quindi, le
titolazioni di questi componimenti rispondono, non tanto a un
intento didascalico, quanto alla necessità della pittrice di
sottoporre ogni suo lavoro alla significazione dello stato d’animo
che l’ha condotta a realizzarlo.
Paolo Levi
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I was attending
middle schools at Marina di Ravenna; I was about 14 and I remember
that, using only color on a normal Fabrian sketch sheet, I threw out a
volcano with the smoke that was picking up in a dense, quite messy
cloud, and all around the sea, a great sea. Nature fascinates me, I
let me catch into the spaces of nature, I lose me, I live with it a
fascinating, vivifying relationship,. Nature has in itself the whole
poetry of the world; nature induces to live; otherwise, it is very
difficult for me to manage all the contradictions of us human beings.
Open spaces, high skies and sea expanses, are the three natural
elements
by which I succeed in freeing me, in order to find my
freedom again.
In fact, I can space into them, go over, demolish the
barriers of a sensitive, often tormented world. My sails are inclined
by this desire to go over. In a certain sense, the sail is my sign!
And yet, you cannot leave your life out of consideration, while it
proposes itself with its pains and torments. Life is a part of this
immense nature that I love to represent on my canvas. But I don't want
to transmit pain.
On the contrary,
I’d like to offer some small change of happiness.
Painting is for me
giving outlet to my desires, it is a need of throwing color, taming it
then, with the point of my fingers, moving it, dragging it, clotting
it. At that point, color turns into form, my idea emerges, whereas it
could seem absent. It sometimes happens that I stop and think.
It is inevitable,
when human tragedy hits in my eyes, and yet I know that there is no
need to get overwhelmed.
Also faith has a
role in what I express: faith is opening, and I believe that every
artist has to interpret this opening, this availability to understand
and to look at reality with the nobility of her mind.
If someone
asks me whay art is for me, I answer him that art is love, love is
life.
Art is life.
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IL
VIAGGIO DEL COLORE E DELLE VELE
A volte risulta piuttosto
difficile interpretare o valutare in maniera adeguata quello che in
apparenza è chiaro, in quanto ha una forma e un aspetto corrispondenti a
ciò che vediamo ogni giorno, almeno superficialmente o in modo
distratto. Molte opere di Liliana Scocco Cilla rientrano appunto
nell’ambito di questa apparente facilità, di questa lettura dall’impatto
immediato, figurativo, quindi fruibile anche per un osservatore
abbastanza frettoloso. La pittrice infatti attraversa e rappresenta in
maniera frequente il tema della natura, dei paesaggi, dei luoghi, che
sono spesso paesaggi marini e lacustri, comunque caratterizzati
dall’acqua. Con la suggestiva e marcata presenza del motivo davvero
cruciale delle vele all’interno della sua produzione pittorica. Una
considerazione fondamentale deve essere però fatta subito, per togliere
qualsiasi equivoco e qualsiasi approccio ingannevole. Oggi viviamo in
una civiltà caratterizzata anche dall’immagine e dal suo frenetico
consumo: tale contesto ci mette velocemente in sintonia con questa
incisiva e potente pittura, ci aiuta a percepire subito un’affinità, una
vicinanza visibile, costituita proprio dall’importanza attribuita
all’aspetto visivo, all’immagine. Tuttavia tale indicazione (o
agevolazione) non basta; anzi per certi versi limita e restringe le
nostre possibilità di lettura. In effetti, a rileggere e a rivedere
meglio i risultati dell’artista c’è qualcosa che la semplice
interpretazione fenomenica e sensoriale non coglie, perché quei
paesaggi, quelle figure, quegli spazi sono percorsi da un’energia, da
una pregevole capacità di trasfigurare i luoghi, le cose, la natura,
facendo della rappresentazione artistica un’esperienza creativa non
naturalistica o mimetica, ma visionaria e proiettata verso qualcosa che
va oltre la realtà materiale. In quelle vele splendide che attraversano
gli spazi c’è il senso vibrante e forte di un viaggio esistenziale e
metafisico: una tensione continua verso ciò che sta al di là dei sensi,
del momento puramente storico e umano. C’è uno sguardo, un rivolgersi
assiduo e sentito al cielo, verso il quale non a caso quelle vele
spesso tendono e si protendono in modo emblematico, come anime
trepidanti, come simboli essenziali, come metafore in ultima analisi
dell’uomo. Ecco un altro grande tema delle opere di questa artista: il
cielo, trasfigurato e reso nella sua dimensione spirituale,
ultraterrena, tanto che l’autrice scavalca e insieme riscrive
soggettivamente il dato fenomenico. Ecco lo stile interiore di
quest’arte che brucia così in genere qualsiasi riproduzione descrittiva
o in apparenza oggettiva della dimensione reale e naturale. E il colore
infatti diventa uno strumento travolgente, ovvero assai efficace per
esprimere questa tensione verso l’infinito, verso l’Assoluto divino che
chiama e risiede oltre la realtà sensibile: negli esiti più compiuti il
colore si mostra incandescente, acceso, visionario, oppure tumultuoso,
comunque decisamente espressivo o potente. Un gesto intimo e cromatico,
un ponte gettato su ciò che è metafisico e trascendente ci fa
riflettere, ci porta al silenzio, se appunto rileggiamo attentamente
queste opere. Qui infatti viene superata la presenza sia di un realismo
propriamente oggettivo e fotografico, sia di una vena facile, minimale o
accattivante: nella produzione artistica della pittrice si radica invece
una visione religiosa, interiore, anche ardua e sublime, cioè fortemente
tesa ad afferrare la dimensione grande del trascendente, esprimendo
l’orma energica, vibrante, vertiginosa dell’Assoluto divino. Proprio per
tali motivi giunge da questa espressiva, suggestiva artista del nostro
presente un monito implicito, un segnale autentico e importante per i
nostri tempi spesso appiattiti sull’apparire, sull’effimero, sul trionfo
dell’immagine omologata e vuota, all’interno di una società
consumistica, distratta e tecnologico-materialista: con la sua
creatività Liliana Scocco Cilla ci porge l’invito a guardare oltre, a
vedere ciò che gli occhi fisicamente non scorgono, ma che la vista
intima della coscienza, la vita profonda invece suggeriscono in modo
incisivo al nostro viaggio umano e non umano insieme.
Luciano Benini Sforza
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